Liebe Grüße

Buongiorno a tutti, é da un po’ di tempo che non mi faccio sentire, ma qui si é cominciato a fare sul serio.

Dunque: abbiamo acquistato le bici e quindi adesso l’unico ostacolo al viaggiare é la voglia di salire in sella e pedalare. Muoversi per Colonia lungo le sue infinite piste  ciclabili é una sensazione difficile da tradurre a parole, soprattutto per uno che in precedenza era abituato a fare a gomitate con i camion per conquistare quel metro quadrato di spazio vitale. Come già vi raccontavo in un altro post, qui, a bordo di quasi ogni carreggiata, vi è una pista ciclabile, una per ogni verso di marcia. E dove la strada diventa una Einbahnstraße (vale a dire una strada a senso unico) é stata una meraviglia scoprire che alle bici é consentito percorrerla in direzione opposta al senso di marcia. E’ questo il senso di cartelli come questo qui a lato. A questo si aggiunge il fatto che esistono parecchie zone 30 e che anche laddove non sussistono limiti di velocità le auto sono molto rispettose. Beh, non tutte, ovvio. Ad esempio qui dove abitiamo, in Venloerstraße, strada centrale del quartiere di Ehrenfeld che pullula di negozi, non è raro trovare parcheggiati lungo la ciclabile camion che effettuano carico-scarico merci.  C’è da dire che quando a farlo é una macchina, la polizia, se presente nei paraggi, interviene piuttosto sollecitamente. Una cosa interessante é che le multe non sono così esose come da noi. Se la lingua non mi inganna, ho sentito un poliziotto che comunicava l’importo della contravvenzione al malcapitato di turno: 10 euro! Al momento ho pensato che era un’assurdità, che la multa per un tipo di infrazione del genere dovesse essere almeno il triplo. Poi, quando ho visto che l’automobilista placidamente, senza discutere, apriva il portafoglio, pagava e si allontanava a bordo della propria auto, ho capito. Sarà il nostro temperamento italico che ci fa sempre scattare per un nonnulla, ma é difficile non abbozzare una protesta quando l’importo della multa é di gran lunga maggiore. Questo fa si che i nostri vigili abbiano il giustificato timore ad avvicinarsi alle auto in doppia fila cosa che permette alle cattive abitudini italiche di perseverare. Il cittadino tedesco avrà pure un temperamento diverso dal nostro, ma se ti viene contestata un’infrazione palese e la multa é esigua, quale altra scelta si ha se non abbassare la testa, pagare e togliere in fretta il disturbo? Chissà se anche a Torino, un giorno, non diventerà più facile muoversi a pedali.
Devo però ammettere che non è tutto rosa e fiori, qui i ciclisti sono talmente tanti che a volte sulle ciclabili si procede in processione, specie se ti trovi davanti una mamma che, utilizzando apposita carozzina attaccata alla bici, sta portando il proprio bambino al Kindgarten. In realtà ci ho fatto presto l’abitudine. Sarà per il fatto che al momento la mia vita non è ancora scandita da ritmi frenetici ma devo dire che é persino più piacevole pedalare in tranquillità senza avere fretta di coprire le distanze che ci separano dalle nostre mete, per chi le ha.
Lavorativamente parlando giovedì scorso ho fatto il mio primo Vorstellunggespräch (dovete sapere che qui usano parole difficilissime anche per indicare cose assai banali come nel caso di un colloquio di lavoro). Sono dovuto andare fino a Bonn, ma la distanza non è proibitiva, sono necessari circa 25 minuti di treno per coprire i 30 km che separano Köln dalla vecchia capitale. Non mi dispiace andare a lavorare a Bonn, sarà un discorso di affinità tra vecchie capitali. L’atmosfera che vi si respira è molto bella, peccato però che probabilmente dovrò respirare quella di un Versicherung Büro, un ufficio assicurazioni. L’attività che dovrò svolgere è molto banale, si tratta di inserimento dati di pratiche assicurative. D’altronde finchè la lingua non si scioglie, e speriamo che il calore dell’estate in arrivo aiuti, ci si deve accontentare di quel che si trova.

Per fortuna è proprio da Bonn che parte il Rheinsteig un percorso nei boschi che si sviluppa sulla destra orogLa vita é una sovrapposizione di immaginirafica del Reno e che consente, partendo da Bonn, di arrivare fino alle porte di Mainz, più precisamente a Wiesbaden. Ho fame di boschi e quindi so già che qualche volta, quando uscirò dal lavoro, approfittando delle lunghe giornate estive mi godrò la lunga passeggiata di 21 km che in circa 5 ore collega Bonn a Königswinter. Anche questo è un privilegio.
Nel frattempo, per prendere confidenza con il Rheinsteig sabato scorso abbiamo percorso parte della seconda tappa, da Rhöndorf a Bad Honnef. A Rhöndorf sono stato accolto da una simpatica immagine, una FIAT 500 rossa che si stagliava davanti al profilo di una casa bianca, a ricordarmi la città ed il paese da cui arrivo e che la vita é una sovrapposizione di immagini.

Man mano che ci siamo incamminati il paesaggio ha però iniziato a mostrare la sua anima tipica tedesca, a cominciare dalle scritte che campeggiavano sulle botti di vino, come questa qui a lato: Wer nie hat Rebensaft getrunken ist noch nie in Glück bersunken! Che tradotto un po’ liberamente (non so cosa significhi bersunken) credo voglia dire che chi non ha mai bevuto lo spumante Reben non ha ancora mai provato cosa sia la felicità. Non avendone mai bevuto prendo atto a  malicuore di non sapere ancora cosa sia la vera felicità, d’altronde sono venuto qui apposta per farne esperienza. Mi incammino lungo il sentiero che ci attende, sereno. Fra un po’ di tempo, nel caso in cui mi passi per la testa l’idea malsana di tirare le somme, se non altro so che il mio amico contadino, forse avrà conservato qualche bottiglia di felicità per me, in barba a tutti i detti che é qualcosa che occorre trovare all’interno di noi stessi.

Ci lasciamo alle spalle gli ultimi segni di civiltà, in questo caso rappresentata da un bell’esemplare di Fachwerkhäuser, prima di addentrarci in un bosco fitto. I metri di dislivello non sono molti, nel corso della giornata ne copriremo complessivamente, tra sali e scendi, circa 600. Però camminare tra i 3-400 metri, con questo caldo è un esperienza che si rivela faticosa anche ad uno come me abituato a rilievi di ben altra natura. Non saranno le Alpi, e adesso che ne sono lontano mi rendo conto ancora di più della loro maestosità e unicità, ma la catena montuosa delle Siebengebirge è comunque affascinante, è la quiete della Natura che affascina. Così come è stato affascinante trovare, nel mezzo del bosco un Friedhof (cimitero) all’interno del quale ha trovato sepoltura Konrad Adenauer, cancelliere tedesco e anche sindaco della città che mi ha accolto. E’ all’interno di questo cimitero che mi si è presentata alla vista un’immagine di quiete incredibile, rappresentata da un gruppo di oche che dormiva placidamente sullo strato erboso che si è venuto a creare sulla superficie di uno stagno.

Cosa raccontarvi ancora? Ah si che ho iniziato a prendere un po’ di contatti con gente del posto. Beh non propriamente del posto. Ieri pomeriggio, ad esempio, sono uscito con Norelia, una ragazza venezuelana che ha studiato a Münster. La sua idea, finita l’Università, era quella di tornarsene in Venezuela, ma quella della sua vita era un’altra e quindi adesso si trova qui da 15 anni. Simpatico sentire parlare tedesco con accento spagnolo. Abbiamo fatto una bella passeggiata in Volksgarten e bevuto qualcosa al sole, io ovviamente una Kölsch. Nei prossimi giorni mi vedrò con Isabelle, e poi il 6 e 7 giugno all’Università di Köln verrà Noam Chmosky ha tenere delle lezioni aperte. Insomma, un passo alla volta mi sto inserendo in questa città, con la piena consapevolezza allo stesso tempo che non sarà la mia meta definitiva. Si sa che alla fine ognuno cerca sempre le proprie radici. Credo che le mie siano nelle Alpi. Per fortuna Katja è sempre stata più incline al nomadismo e non dovrebbe fare fatica a seguirmi, e poi il mio sogno é anche il suo. Fra un po’ di tempo però. Per il momento sono venuto qui per due semplici motivi: stare vicino a lei ed imparare questa lingua. E’ in onore della mia nuova amica sudamericana, al Cambiamento a cui siamo tutti chiamati, che mi piace salutarvi con questa canzone di Mercedes Sosa: Todo Cambia.

Liebe Grüße aus Köln!

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia

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