Ich bin da

In realtà sono arrivato già da un po’ di giorni. Per la precisione è dalle 17 di sabato scorso, 7 maggio, che sono qui. Il viaggio è stato più semplice del previsto e, con me e mio padre che ci siamo alternati alla guida, è passato davvero in fretta. Forse troppo per prendere piena consapevolezza di quel che si stava facendo. Per la cronaca mia madre si è avventurata in aereo da sola, per la prima volta. Quante esperienze che sto facendo fare ai miei genitori!
Il tempo di scaricare la macchina, una doccia, ed eccomi qui a mangiare in quella che per un po’ sarà la mia nuova casa con tre ospiti d’eccezione: i miei genitori e Inge, sorella del nonno di Katja. Inge mi sorprende, e non per la sua voglia di vivere nonostante gli 81 anni suonati, ma perché fa subito bella mostra di un italiano più che discreto e si mette a conversare con amabilità e disinvoltura con i miei. Sarà per lo stupore che tutti stiamo provando che i miei cadono nel tranello. Dovete infatti sapere che con Katja ci eravamo messi d’accordo per far credere ai miei che avremmo consumato una cena tedesca a base di patate e crauti. Hanno retto senza colpo ferire la mozzarella di bufala che è stata loro presentata come prodotta in Germania. E fin qui, non fosse che non ci sono bufale, ci poteva anche stare. Il divertimento è stato massimo quando un piatto di trofie con pesto alla genovese, quindi con fagiolini e patate, è stato loro presentato come piatto tedesco a base di patate condito con una salsa a base di aglio e senape. Mia madre ha addirittura affermato che l’odore non era male, dimostrando la sua totale confusione credo più dovuta alle emozioni che stava provando che non allo stress vissuto qualche ora prima in occasione del suo primo volo in solitaria. Abbiamo concluso la cena con una torta a base di mandorle e mele sapientemente preparata da Katja e rifinita con l’immancabile marzipan.
I miei sono ripartiti martedì mattina, mistero dei pensionati che, nonostante abbiano il lusso di potersi gestire il proprio tempo in assoluta tranquillità, continuano a scandire il tempo delle loro giornate ispirandosi a ritmi manageriali. Abbiamo trascorso due bei giorni, una passeggiata lungo il Reno, un giro in battello, cena al ristorante Haus Scholzen che serve piatti tedeschi dal lontano 1907, una passeggiata nel parco vicino allo stadio e poi ancora una cena a casa nostra. Immancabili le lacrime al momento dei saluti. Si sa, gli italiani sono sensibili e non freddi come questi tedeschi tra cui sono andato a finire! Per fortuna ieri sera, in occasione del nostro primo appuntamento via Skype, li ho sentiti più tranquilli e sereni. Mi fa piacere. D’altronde anche io qui lo sono, è stata una mia libera scelta. Non è stato facile, sono molte le cose e soprattutto le persone da cui mi sono dovuto momentaneamente allontanare, ma è stata una scelta ponderata, compiuta consapevolmente e pertanto destinata a dare i suoi frutti.
Ho dovuto subito confrontarmi con lo stare da soli in una città nuova (si fa per dire considerato che da luglio dell’anno scorso vi sarò venuto almeno 4 o 5 volte). In questi giorni infatti Katja è stata molto impegnata con il lavoro. Ha dovuto presenziare addirittura a due cene di lavoro, eventi più unici che rari che per qualche alchimia si sono concentrati in un tempo così breve, forse per darmi l’opportunità di misurarmi per davvero con la scelta fatta. Devo dire che me la cavo più che bene. Finalmente nuovamente padrone del mio tempo sono andato a correre nel parco vicino alla Moschea in costruzione, per ben due giorni di fila. Il resto del tempo lo trascorro leggendo qualche articolo in tedesco da Deutsch Perfekt, perfezionando la mia già buona base grammaticale e informandomi su quanto organizza la comunità di CS di Colonia nella speranza che vengano proposte iniziative a buon mercato che mi permettano di creare un gruppo di buoni amici anche qui. Ci vorrà del tempo, è vero, ma non credo sia questo a mancarmi adesso.
Ho iniziato anche a cercare lavoro. Per il momento, per ritagliarmi qualche ora al giorno per lo studio del tedesco, l’idea è quella di puntare ad un lavoretto part-time, che qui i nazionalisti preferiscono chiamare Teilzeit. Si tratta di lavoretti che richiedono un impegno di circa 20 ore alla settimana e che in cambio offrono una paga di 400€/mese, esentasse. Per il momento, in attesa di prendere bene le misure di questo nuovo Paese, un lavoretto del genere per me sarebbe davvero perfetto considerato che, se si esclude l’integrazione mensile al mutuo, ho calcolato di non avere bisogno di più di 300€/mese: 150€ come contributo al vitto e 150€ (ben 5€ al giorno) per gli extra. Di opportunità sembra che ce ne siano, forse fin troppe. E’ devo dire che non è così facile orientarsi quando non si ha un’idea precisa di quel che si vuole fare. Nel frattempo affino i miei criteri di ricerca, prendo confidenza con gli annunci scritti in una lingua ancora poco familiare e attendo. D’altronde non ho fretta anche perché ho imparato che la fretta è una cattiva consigliera.
Sono sicuro che giorno per giorno riuscirò a entrare sempre più dentro a questa lingua che da un lato mi affascina e dall’altro mi spaventa. Passo da momenti di euforia, tipo quando a seguito di una conversazione con Inge o Katja constato con mia grande sorpresa che la mia conoscenza non è poi così basica come credevo, a momenti di sconforto tipo quello vissuto lunedì sera quando siamo andati in cerca di una bici usata e in cui non ho capito nulla di quanto Katja e il venditore si stavano dicendo. La vita di tutti i giorni mi offrirà comunque le occasioni per migliorare la mia conoscenza, a cominciare da questo sabato sera in cui siamo stati invitati alla festa di inaugurazione della nuova casa di Jenny, un’amica di Katja. Mi aspetto che ci saranno parecchi tedeschi e quindi l’occasione sarà propizia per fare un po’ di conversazione. Per il resto mi devo accontentare di piccole conversazioni, come quella sostenuta oggi con la panettiera sotto casa. Ero andato per comprare semplicemente del pane e sono tornato con due tesori: l’aver scoperto che il Kurbiskernbrötchen esiste anche nella sua versione più grande e che scontirno si dice Kassenbon!

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: