Un mondo migliore

Questa mattina mi sono svegliato con una strana sensazione. Tutto era rivestito di una luce dorata e splendente. Non riuscivo a capire a cosa fosse dovuta questa benefica sensazione che pervadeva ogni cellula del mio corpo. Inizialmente ho pensato che stessi sognando, mi sono quindi diretto verso il balcone alla ricerca di un po’ di aria fresca per essere sicuro di essere cosciente. L’aria era profumatissima, una fragranza si spandeva laddove fino a ieri mi raggiungevano gli odori nauseabondi della discarica non così lontana in linea d’aria, e che aria!
Mi sono affacciato e per un momento mi è sembrato che tutto fosse nella norma: anche oggi la solita signora che, come ogni mattina, portava il solito cane a fare i bisogni nel solito giardino. Poco più in la il solito signore che, come sempre a quest’ora, dopo aver comprato il giornale, va a sedersi nella solita panchina.
Mi bastano pochi secondi per rendermi conto però che oggi le dinamiche sono differenti. I due personaggi che vi ho appena presentato litigano quasi ogni mattina per via del cane che scorrazza libero nell’area giochi dove nel pomeriggio il signore accompagna i suoi nipoti. Non oggi. Il cane riconosce immediatamente colui che ogni mattina gli agita davanti il bastone minacciando di colpirlo, lo punta, arriccia il naso alla ricerca di un odore famigliare e gli corre incontro. Raggiunge la panchina, il signore alza il bastone, come sempre. Ma di colpo il bastone si trasforma nella protesi che finalmente gli permette di compiere quel gesto che, per via delle rigidità impostegli dalla vita, da tempo non era più riuscito a fare: una carezza. Forse sto davvero sognando: non si spiegherebbe altrimenti la discussione animata e amichevole che vedo instaurarsi tra il signore e la padrona del cane che nel frattempo si è accomodata sulla panchina, accanto a lui.
Poco più in là vedo dei ragazzi indaffarati a cercare qualcosa nell’erba. Forse qualcuno di loro ha perso qualcosa. Ma possibile che un oggetto caduto, si suppone in un punto preciso, possa essere finito, equiprobabilmente, su di una zolla di terreno qualsiasi? Come spiegare altrimenti questo gruppo di persone che stanno setacciando uno ad uno tutti fili d’erba del giardino che, sarà per via di questa Primavera straordinaria, non ho mai visto così lucente e rigoglioso? Mentre sono lì ad interrogarmi sulla legge quantistica che ha governato il moto dell’oggetto nella sua traiettoria di caduta  faccio esperienza di una sensazione altrettanto contro intuitiva: i ragazzi hanno smesso di cercare e mi pare che ognuno abbia trovato qualcosa. Solo adesso mi accorgo degli enormi sacchi che prima, per via di un Sole che brilla forte nel cielo, insolitamente alto se si considera che è ancora mattino presto, erano nascosti alla mia vista. Li seguo incuriosito. Si avvicinano ad un uomo addetto alla pulizia del parco. Ora che sono più vicini riconosco coloro che la sera prima avevano costretto il mio vicino di casa a chiamare la polizia per fermare il gioco di quei ragazzi che, a notte fonda, si divertivano a frantumare le bottiglie di birra appena bevute. Porgono il loro tesoro all’uomo che li saluta come si saluta un gruppo di amici che non si vede da troppo tempo. Non sa come ringraziarli. Non vorrei sbagliarmi ma mi pare addirittura commosso. Li seguo ancora per un momento con la coda dell’occhio mentre insieme, ridendo e scherzando, si avviano verso un bar a prendere un caffé.
Forse anche io dovrei prepararmene uno. Rientro in casa. Preparo la moka, accendo il gas e mentre attendo che l’aroma si diffonda per il soggiorno, accendo la radio e mi siedo in poltrona. Con mio enorme stupore scopro che Osama Bin Laden è stato ucciso da un commando di soldati americani. Il nemico numero uno dell’Occidente, l’uomo più ricercato del Mondo non è più tra noi. Il Male è stato finalmente estirpato, le radici bruciate. Una nuova Era è cominciata. Me ne rendo conto dalle parole di Obama, il presidente del Cambiamento che afferma che adesso >>il mondo è migliore<<.
Mi sento escluso da questo cambiamento che eppure ho visto consumarsi davanti ai miei occhi poco fa. Mi sento triste perché mi rendo conto che anche io avrei potuto fare la mia parte, dare il mio contributo. Farlo adesso che tutto il Mondo è finalmente disposto al Bene è troppo facile, privo di valore. E invece ho continuato a consumare i miei giorni spendendoli sempre all’interno degli stessi schemi, senza mai osare romperli, per paura. Di che cosa poi?
L’odore del caffé inizia a diffondersi nell’ambiente, aumenta di intensità e mi porta lontano da questi pensieri. Sto per alzarmi dalla poltrona quando mi sento prendere per il braccio. Poi un bacio. E’ Katja che mi dice che é ora di svegliarsi e mi augura il buongiorno.
Il caffé è pronto ma per fortuna tutto il resto è ancora da fare.

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